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La Naturalità del Vino

Una nostra filosofia sui vini'

La Naturalità del Vino

 

Come valutiamo noi la “naturalità” 
  
  Per scegliere un vino naturale occorre andare oltre un semplice marchio, entrando nel merito di come effettivamente opera il singolo produttore. Semplificando un po’, definiamo il vino naturale per sottrazione, cioè togliendo dal convenzionale processo di produzione dell’uva e del vino quanti più “elementi di disturbo” possibili.
Alcuni esempi: in vigna si usano diserbanti (affinché l’inerbimento non disturbi la pianta e l’accesso alla vigna), concimi di sintesi (per aumentare le rese), pesticidi (per impedire l’insorgere di malattie dell’uva). In cantina, inoltre, si usano additivi enologici (la legge ne autorizza numerosi), come gli enzimi e i solfiti. Un po’ di solfiti aggiunti a volte sono indispensabili, ma è utile che siano il meno possibile. Persino la spontanea fermentazione degli zuccheri – processo che per millenni ha permesso di produrre il vino – oggi è generalmente indotta con lieviti selezionati dall’industria enologica, i quali, oltre a garantire una fermentazione senza intoppi, favoriscono lo sviluppo dei sentori stilizzati che ci aspettiamo di trovare in certi vini.
I vini che amiamo, e che chiamiamo naturali, nascono invece grazie a lieviti indigeni, i lieviti spontaneamente presenti in cantina e sull’uva quando questa raggiunge la maturità (se è sana e priva di prodotti di sintesi) e che contribuiscono all’autentica espressione di un territorio.
  Idealmente, un vino naturale è il frutto di uva coltivata senza prodotti chimici, fermentata con i suoi lieviti spontanei e basta. Sembra un’idea quasi scontata, invece l’ultimo mezzo secolo ha aggiunto nei vigneti e nelle cantine una miriade di tecnologie – spesso nocive – capaci di facilitare la vita del vignaiolo e di ridurre i rischi di produzione, ma colpevoli di intaccare la naturale trasformazione dell’uva in liquido alcolico profumato.

 

 Perché ci piacciono così tanto i vini naturali e abbiamo deciso di concentrare la nostra attività commerciale su questi prodotti?

 Amiamo i vini naturali perché sono diversi da zona a zona, da vitigno a vitigno, di anno in anno e da produttore a produttore, riducendo la standardizzazione del gusto introdotta dall’industria, che genera anche un appiattimento culturale. I vini naturali, quando sono fatti bene, hanno maggior libertà espressiva, maggiore finezza, sono più vivi, sono più legati al territorio da cui provengono e di cui sono espressione. Bere vini naturali ci piace perché sono rispettosi dell’ambiente, in quanto i vignaioli naturali hanno rinunciato almeno ai prodotti più tossici per il terreno, per le piante e, di conseguenza, per chi beve il vino. Secondo noi, bere vini naturali ha più senso.
  Troviamo i vini naturali più emozionanti, perché carichi di sapore e di profumi e li preferiamo perché sono più digeribili, non danno mal di testa, non sono aggressivi per lo stomaco, non sono “pesanti”.  

 Occorre comunque ricordare che questa bevanda resta un prodotto da consumare con consapevolezza: gli acidi, l’alcol e i solfiti (anche se molto ridotti nei vini naturali) sono pur sempre sostanze che il nostro corpo deve eliminare.

Infine li preferiamo forti di una convinzione che si basa sulla nostra esperienza: chi si avvicina ai vini naturali (buoni) difficilmente torna indietro.